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Mostre
Varese
Insubria, terra celtica
Mostra fotografica

Varese, Portici di Via Volta
4 Maggio – 31 Maggio 2009

Nella consueta cornice di via Volta, la mostra 2009, dopo i paesaggi e i ritratti, assume uno sguardo storico-archeologico svelando uno strato molto antico dell'identità del territorio.
Lo spettatore si potrà immergere nella suggestiva dimensione della sacralità celtica. Dolmen, cromlech, templi, complessi megalitici, luoghi di culto rimasti nascosti e di intensa suggestione emotiva, testimoniano di un fervido passato pur restando un patrimonio poco conosciuto e, dunque, senz'altro da scoprire.
Ogni immagine avrà una precisa ed esaustiva descrizione, in un'ottica scientifica rigorosa. Un viaggio nella cultura di un popolo che ne stimola un altro, parallelo e più intimo, nella storia individuale e collettiva.
La mostra, che intendiamo proporre a partire dal ventesimo giorno precedente all’evento, sarà costituita da pannelli di medie dimensioni collocati nei portici di via Volta a Varese.
Le guerre contro Roma, dall’Insubria alla Bretagna
Mostra storico-didattica

Varese, portici di Palazzo Estense (Municio di Varese)
11 Maggio – 31 Maggio 2009

La mostra si propone di analizzare il periodo compreso tra IV e I secolo a.C., in cui dapprima il mondo degli antichi Celti Insubri entra in contatto con quello romano per poi, dopo un lungo periodo di ostilità concluso dalla conquista romana della Cisalpina, venirne conquistato.
Il periodo analizzato si conclude con le guerre di Gallia combattute da Giulio Cesare impiegando in larga parte truppe di origine insubre e, più in generale, cisalpina.
In queste campagne Cesare incontrerà una forte resistenza nelle popolazioni dell'Armorica, l'attuale Bretagna.
In particolare verranno analizzati gli usi e i costumi delle popolazioni celtiche dell'Insubria prima del contatto con Roma e come questi, dopo la conquista romana, siano persistiti nel tempo pur subendo l'innegabile influenza del mondo latino. Verranno inoltre analizzate le principali battaglie e le modalità in cui gli eserciti insubri erano concepiti e organizzati, con particolare attenzione al periodo della seconda guerra punica e ai decenni immediatamente precedenti e successivi. Saranno inoltre descritti e analizzati alcuni episodi tra storia e leggenda che coinvolgono le popolazioni Insubri e del resto della Gallia Cisalpina e che ci sono stati tramandati, seppure con una visione di parte, dagli storici romani.
La mostra, collocata sotto i portici di Palazzo Estense, sarà costituita da pannelli di medie dimensioni con testi ed immagini.

INSUBREIZH - INSUBRIA & BRETAGNA: due regioni storiche a confronto
Mostra

Varese, piazza Monte Grappa
28-31 maggio 2009

La Bretagna (Breizh nella lingua locale) è geograficamente un’ampia penisola protesa verso nord-ovest, fra l’Oceano Atlantico e la Manica, estrema propaggine continentale prima del mare infinito.
Terra di fascino e di suggestioni che non derivano solo dalle bellezze paesaggistiche ma da una spiccata identità culturale. Le onde dell’oceano che s’infrangono contro le alte scogliere, picchi e pile di massi di granito rosa che si immergono nel verde smeraldo del mare, la marea che varia continuamente i connotati al paesaggio…e proprio dal mare questa terra prese il nome donatogli dai Celti , Aremorica, dal termine mori = mare e are = davanti.
Nell’interno, foreste e brughiere , creste e colline costituiscono l’altopiano del Massiccio Armoricano, spiccatamente rurale.
I Bretoni conservano ancora la lingua delle loro origini, presentano peculiarità etniche e culturali, abitano da millenni la regione: la conquista romana, le lotte contro i Franchi e la successiva nascita dello stato nazionale francese, con le sue forti tendenze centralistiche, ne ha plasmato, insieme ad altri fattori interni, la storia.
La confluenza nella mitologia e nel folklore popolare di elementi fra loro anche eterogenei, come gli antichi ed enigmatici monumenti di pietra, denominati, con espressioni bretoni ormai entrate nell’uso internazionale, menhir e dolmen, le tracce, più o meno presunte, del mondo druidico e arturiano, fonti e boschi magici, come Brocèliande in cui si trova secondo la tradizione la tomba di Mago Merlino, hanno creato nell’immaginario collettivo un “area celtica” sospesa fra mito e passato al di fuori dello Stato francese, moderno e razionale.
Ma fra pardons e calvari, fest noz e bagade, piccoli villaggi dalle case in pietra bianche e i tetti in ardesia nera, retaggi della Bretagna che fu,oggi si assiste ad una grande trasformazione: crescita economica, insediamenti turistici, industriali e petrolchimici hanno in pochi decenni modificato un territorio che ha costruito la sua originale fisionomia nel corso dei millenni.
Con il risultato che oggi il bretone è parlato da solo un decimo circa dei suoi circa tre milioni di abitanti e la sua sopravvivenza è incerta.
Inoltre la Bretagna storica è stata amputata, in seguito alla pianificazione amministrativa francese, del suo quinto dipartimento, la Loira Atlantica, incorporata in un'altra regione amministrativa.
L’esposizione analizza, lungo un percorso parallelo gli aspetti più caratterizzanti, delle antiche vestigia, della storia, della tradizione e della lingua di due nazioni storiche d’Europa, la Bretagna e l’Insubria, accumunate, nonostante la distanza e il diverso ambiente geografico, da un passato celtico che ne ha vestito l’identità più intima. Entrambe condividono oggi il destino di una divisione amministrativa e politica interna e della fine , tra Medioevo ed Età Moderna, di importanti Ducati indipendenti i cui territori, finirono fatalmente nel corso dei secoli con l’essere attratti dai processi formativi degli Stati Nazionali moderni, Francia, Italia e Svizzera.
Assai diversa la dimensione economica delle due aree: l’industrializzazione precoce e imponenti fenomeni migratori hanno profondamente inciso, in Insubria, l’ambiente e i caratteri specifici della cultura e lingua. La Bretagna invece ha conosciuto un’importante sviluppo economico industriale solo a partire dagli anni ’50-’60 e resta una regione fondamentalmente turistica e agricola.
Bretagna ed Insubria dunque come icone dell’Europa dei Popoli, l’unica Europa possibile, che ponga alla base del proprio costituirsi il valore delle identità locali e delle comunità storiche, transnazionali o sub regionali, oltre la crisi degli Stati nazionali e della globalizzazione culturale ed economica.
Giancarlo Minella – Associazione Culturale Terra Insubre


Festival di cultura,
economia,
musica e
ambiente
Varese 4 maggio - 31 maggio 2009
Con il contributo e Patrocinio di:
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